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D.M. 29/05/2002
5.1.2. Accessibilità, sicurezza e autonomia nell'uso degli spazi e delle attrezzature. In tutti gli alloggi deve essere soddisfatto il requisito di accessibilità di cui al D.M. 14 giugno 1989, n 236 (la quota del 5% di cui all'art. 3, punto 3, lett. a) dello stesso Decreto deve, pertanto, intendersi elevata al 100%); a tal fine dovranno essere soddisfatti i criteri di progettazione per l'accessibilità e le relative specifiche funzionali e dimensionali di cui agli articoli 4 e 8 del citato Decreto. Inoltre, in aggiunta alle prescrizioni ivi stabilite, devono essere soddisfatti i seguenti ulteriori livelli prestazionali: la luce netta di ogni porta non deve essere inferiore a 80 cm; tutte le pavimentazioni dell'alloggio devono essere antisdrucciolevoli; nei servizi igienici è da preferire l'utilizzo della doccia con piatto a pavimento e sedile ribaltabile in luogo della vasca e di apparecchi sanitari di normale produzione (di conseguenza è ammesso che il piano superiore del bidet e del wc, quest'ultimo misurato al lordo della tavoletta, sia posto a 40-45 cm dal piano di calpestio); il servizio igienico non deve obbligatoriamente essere attrezzato con maniglioni, ma in ogni caso deve essere resa possibile, in via differita nel tempo, la sua attrezzabilità in conformità alle specifiche esigenze dell'utenza.
5.1.3. Dotazione di impianti, sistemi e dispositivi particolari. Gli impianti devono avere caratteristiche di facile utilizzo e manutenzione da parte delle persone anziane, tenendo conto anche dei problemi di ipoudenti e ipovedenti. Ogni alloggio deve prevedere la seguente dotazione impiantistica minima per favorire la sicurezza e il benessere dell'anziano: cronotermostato che permetta la regolamentazione ed il controllo della temperatura; sistema di comunicazione con la guardiania; impianto di rilevazione gas, fumi, allagamento, con interruzione automatica delle erogazioni e collegamento con il servizio delle emergenze; impianto di telesoccorso e teleassitenza in grado di attivare, attraverso una apposita centrale, servizi necessari nell'arco delle 24 ore; collegamento del campanello d'emergenza posto in prossimità della vasca/doccia e del wc al servizio delle emergenze; impianto di luci d'emergenza almeno in camera da letto e in bagno; miscelatore termostatico o sistema antiscottatura alternativo almeno per l'erogazione dell'acqua calda della doccia; porta blindata; predisposizione impianto per l'apertura motorizzata di porte, finestre e serrande.
5.2. Livelli prestazionali dell'intervento. Nella configurazione delle parti comuni dell'edificio, negli spazi comuni anche esterni e nei servizi di sostegno connessi alle residenze le soluzioni devono ispirarsi alle esigenze di sicurezza, autonomia e facilità d'uso, anche da parte di persone con difficoltà motorie, sensoriali e di orientamento.
5.2.1. Caratteristiche dimensionali, spaziali e di arredo. L'intervento deve fare riferimento ad una unità residenziale composta da un insieme articolato di alloggi per anziani, non meno di 20 e non più di 40, e di elementari dotazioni comuni. Nell'intervento di nuova edificazione o di recupero l'unità residenziale può essere inserita, anche in forma articolata, all'interno di un organismo abitativo tradizionale che preveda alloggi destinati ad altre utenze o, all'opposto, costituire un organismo interamente dedicato agli anziani. In contesti urbani di limitata dimensione (comuni con popolazione inferiore a 20.000 abitanti) il numero minimo di alloggi dell'unità residenziale può essere ridotto sino a 10. L'unità residenziale deve rispondere ad un insieme di esigenze di assistenza e di sostegno alla persona anziana connesse alla socializzazione, alla cura e alla salute della persona, all'agevole richiesta di aiuto, ecc. A tali esigenze l'intervento può rispondere in forme differenziate. Tuttavia una soluzione ritenuta soddisfacente consiste nel dotare l'unità residenziale almeno dei seguenti spazi comuni e servizi di sostegno connessi alle residenze: portineria dedicata e permanente, con citofono, centralino, smistamento posta; alloggio di servizio; ambito di soggiorno comune (incontro, lettura, svago, TV, ecc.); locale per infermeria; locale pluriuso per servizi di cura alla persona eventualmente dotato di bagno assistito (attività motorie, fisioterapia, podologia, ecc.); locale di servizio (deposito attrezzature di pulizia, lavanderia, essiccatoio, ecc.); spazi aperti di pertinenza dell'unità residenziale. Questi spazi vanno conteggiati come superficie non residenziale (Snr), ad eccezione del soggiorno comune che va considerato come superficie utile (Su) e dell'alloggio di servizio la cui superficie va conteggiata come per gli altri alloggi; l'alloggio di servizio non contribuisce alla definizione del numero degli alloggi presenti nell'unità residenziale. Nel caso di un numero di alloggi inferiore a 20, una soluzione ritenuta soddisfacente consiste nel dotare l'unità residenziale almeno dei seguenti spazi comuni e servizi di sostegno: portineria dedicata, soggiorno comune, locale infermeria/pluriuso, locale deposito attrezzature di pulizia, spazi aperti di pertinenza dell'unità. Nel caso in cui all'intervento sia garantita la contiguità ed il supporto diretto di preesistenti servizi sanitari e sociali che svolgono
5.2.2. Accessibilità sicurezza e autonomia nell'uso degli spazi e delle attrezzature. Nelle parti comuni dell'edificio, negli spazi comuni anche esterni e nei servizi di sostegno connessi alle residenze deve essere soddisfatto il requisito di accessibilità di cui al Decreto 14 giugno 1989, n 236; a tal fine devono essere soddisfatti i criteri di progettazione per l'accessibilità e le relative specifiche funzionali e dimensionali di cui agli articoli 3, 4 e 8 del citato Decreto. In deroga allo stesso Decreto, gli edifici con più di un piano fuori terra devono disporre di ascensori a norma. Per superare limitate differenze di quota è consentito solo l'uso di piattaforme elevatri ci. In aggiunta alle prescrizioni stabilite nel citato Decreto dovranno essere soddisfatte le seguenti prestazioni: tutte le pavimentazioni interne ed esterne all'organismo abitativo devono essere antisdrucciolevoli; le scale devono prevedere accorgimenti atti a differenziare alzata e pedata (per colore, materiale, ecc.), i dislivelli devono essere opportunamente segnalati, come qualsiasi pericolo e cambio di direzione; devono essere previsti sistemi di aiuto all'orientamento negli ambiti comuni; negli spazi di collegamento è necessario rendere facilmente identificabile, attraverso opportuni segnali in successione appropriata, il percorso utile per raggiungere gli alloggi e gli spazi di uso collettivo; al fine di scongiurare fenomeni di disorientamento, occorre evitare la ripetitività degli ambienti o l'uniformità di trattamento degli spazi, facilitandone la riconoscibilità immediata attraverso l'impiego di adeguati sistemi di differenziazione formale e materica; la differenza di illuminamento di spazi e ambienti contigui va rapportata alle esigenze fisiologiche della vista per l'adattamento a diversi livelli di illuminamento.
5.2.3. Dotazione di impianti, sistemi e dispositivi particolari. Negli spazi comuni e nei servizi di sostegno connessi alle residenze deve essere prevista la stessa dotazione impiantistica minima descritta per l'alloggio al precedente punto 5.1.3., ad eccezione del cronotermostato e della porta blindata - da collocare in punti strategici facilmente raggiungibili. In aggiunta, possono essere soddisfatti altri requisiti mediante la fornitura di sistemi, prodotti e apparecchiature, anche attraverso l'attivazione di specifiche convenzioni con operatori del settore della domotica. A titolo esemplificativo si segnalano: sistemi di automatizzazione dell'apertura di porte, finestre e serrande; sistemi di automazione dell'accensione e spegnimento delle luci; scooter e/o auto elettrici da utilizzare in condivisione per la mobilità. Possono, inoltre, essere previsti sistemi, impianti e dispositivi per il raggiungimento di adeguati livelli di sostenibilità ambientale. A titolo esemplificativo si segnalano: dispositivi di limitazione dei consumi elettrici e di riscaldamento, sistemi di captazione attiva o
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